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Eccoci
a un altro classico che ha fatto storia nel genere delle avventure
grafiche. Lo giocai molto tempo fa ma credo che molti di voi
possano giocarlo anche ora dato che è uscito nei negozi il
cd che raccoglie il primo e il secondo capitolo della serie
targata Adventure Soft. In attesa del terzo, naturalmente.
Come avrete notato dalle foto (o da ciò che avete installato
sul vostro pc) lavventura è di stampo vecchio e fa il
verso alle classiche della Lucas; per questa ragione buona
parte degli enigmi si basa su una sequenza di cose da fare
in modo da ricevere determinati oggetti utili per farne delle
altre e proseguire. In particolare le difficoltà si incontrano
nella vastità della mappa di gioco (mi riferisco al bosco)
in cui alcune locazioni potrebbero sfuggirvi; per venirvi
incontro ho preparato una mappa alquanto schematica cui potrete
accedere sempre tramite il pulsantino in alto a sinistra e
a cui i numeri che trovate nel testo si riferiscono. Magari
datele unocchiata ogni tanto e occhio alla locazione
della cascata! Tra le altre cose ho anche evidenziato tutti
gli oggetti e i personaggi principali in modo che vi sarà
più facile identificarli nella soluzione.
Infine
un suggerimento: lavventura non è perfettamente lineare
ma parecchie situazioni sono affrontabili in parallelo, quindi
non disperate se siete bloccati in qualche punto: concentratevi
pure a fare altro e magari la soluzione (che generalmente
richiede solo un po di logica) la troverete proprio
da unaltra parte
Buon
divertimento!
Massimo
Svanoni
DIVENTARE
MAGHI: IL SOGNO DI TUTTI
La
mia avventura nel magico mondo fantasy iniziò un giorno a
caso di un anno a caso in cui mi trovavo in soffitta a giocare
con il mio cagnolino (mi hanno detto che altre avventure sono
iniziate allo stesso modo
); mentre cercavo in un baule,
mi trovai proiettato in mezzo a un gruppo di strani esseri
intenti in qualche rito, forse orchi. Dovevano essere anche
molto stupidi perché riuscii facilmente a fuggire e mi ritrovai
di lì a poco nel laboratorio del grande Calypso, con un biglietto
che mi dava alcune istruzioni: avrei dovuto cercare qualche
mago in città per cercare di "prendere il brevetto"
e diventare un artista dellincantesimo (detto così suona
un po bizzarro
).
Ad
ogni modo, dopo aver letto il foglio, mi diedi unocchiata
in giro: in un cassetto cerano delle forbici
mentre sul frigorifero una strana calamita (ero
in un mondo nuovo e bizzarro, chi mai avrebbe potuto prevedere
quel che mi sarebbe servito?). Non cera altro che mi
interessasse, così uscii e mi diressi verso est, raggiungendo
il fabbro: nelle vicinanze cera una corda appoggiata
a un barile di legno e un battaglio sul tavolo,
entrambi entrarono a far parte del mio bagaglio di viaggio.
Avanzando ancora verso est, incontrai un curioso venditore
ambulante con cui scambia quattro chiacchiere, mentre a ovest
da quello trovai una scala e nella dimora del druido poco
distante raccolsi un contenitore di vetro vuoto
e una pozione per curare il raffreddore.
Ma
Calypso nel suo biglietto aveva parlato di un pub in cui si
trovavano i maghi, così cercando ancora a est (un paio di
schermate) trovai questa benedetta locanda; la prima cosa
che notai (da buon avventuriero) fu un pacchetto di fiammiferi
appoggiati alla slot machine (a qualche cosa sarebbero
serviti
) e un nano intento a dormire probabilmente in
seguito a una sbronza. Che scherzo gli avrei potuto giocare?
Ma certo, i nani erano gelosissimi della loro barba e mi venne
in mente di tagliarne un po con le forbici: meno male
che il piccolo uomo non si svegliò altrimenti ne avrei passate
di crude!
Poco
distante alcune Walchirie nubili parlavano in allegria, così
mi avvicinai a loro e scambiai due parole, prima di entrare
nella saletta interna dove trovai finalmente quello che cercavo:
i quattro maghi. Ovviamente non si trattava
affatto di signori alti e pomposi dallaspetto minaccioso,
ma erano solo quattro buffoni e nonostante tutto mi toccava
convincerli a far parte della loro risma; che ci volete fare,
ero disposto a tutto pur di diventare un mago a tutti gli
effetti! Così mi sottoposero una piccola missione: avrei dovuto
riportare loro lo scettro (o la bacchetta magica) di
Nafflin, un negromante morto e sepolto di cui neppure
loro sapevano indicarmi dove fosse ubicata quantomeno la tomba
Cominciavo
a essere un po meno orgoglioso del titolo che stavo
così assiduamente inseguendo. Decisi di uscire dalla città
per fare due passi nel bosco, così mi diressi a ovest e mi
inoltrai nel sentiero.
IL
NEGROMANTE E LA SUA BACCHETTA
La
foresta era un labirinto (per questo vi ho preparato una bella
mappa che potrete utilizzare come riferimento, aiutandovi
con le indicazioni che vi darò nel corso della soluzione ndXAM)
e mi inoltrai seguendo il primo sentiero che mi capitò a tiro,
finendo dalle parti di un barbaro ferito (4). Dopo avergli
parlato scoprii che quello che lo turbava era una spina nel
piede, che non esitai a levargli; per ricompensarmi di quello
che avevo fatto mi regalò un bel fischietto con
cui avrei potuto chiamarlo in caso di bisogna: certamente
mi sarebbe tornato utile in un mondo come quello!
Gironzolando
ancora mi ritrovai dinanzi a un capanno (1) che si rivelò
ben presto appartenere a una strega (come poteva mancare!),
ma prima di entrare mi rivolsi al pozzo nei paraggi: girando
la manovella ne uscì un bel secchio pieno dacqua;
lì per lì decisi che la strega avrebbe anche potuto farne
a meno e mi allontanai con il secchio. Non molto distante,
incappai in un tronco pieno di tarli (2) assai disperati:
proprio così, che ci crediate o meno i tarli parlavano e mi
dissero che avevano una gran fame dal momento che erano rimasti
senza alcun tipo di cibo e in fatti di gusti erano alquanto
particolari. Mi chiesero infatti un determinato genere di
legno che mandai a memoria (magari voi segnatelo da qualche
parte dal momento che vi servirà tra non molto ndxam).
Lasciai
i miei piccoli amici, per passeggiare ancora un po in
quellimmensa foresta e in una radura verso nord incontrai
un gufo (5); al povero pennuto cadde una piuma
che prontamente raccolsi per poi proseguire per la mia strada.
Avanzai verso sud, procedendo poi a est fino a raggiungere
un ponte (3) controllato da un odioso troll che
impediva a chiunque (anche a delle innocenti caprette) di
passare. Mi avvicinai e tentai di persuaderlo a lasciarmi
la via ma per tutta risposta costui mi prese il fischietto
e decise di suonarlo di sua iniziativa: non vi dico la sua
faccia quanto vide il barbaro uscire dalle fronde! In men
che non si dica la strada fu completamente libera e salutai
definitivamente il mio forzuto amico
Raccolsi
il cartello come ricordo di quellimpresa
(infatti non servirà ad altro ndxam) e proseguii per la strada
giungendo a un crocevia (16) da cui si dipartiva un sentiero
in cui mi imbattei in un povero contadino tristo
(20) seduto a terra e con unespressione tra lassorto
e levanescente: in realtà era assai infelice perché
non riusciva a far crescere i fagioli magici sul suo terreno.
Al sentire quelle parole decisi immediatamente di dargli il
secchio che avevo preso dalla strega e me ne andai prima che
si accorgesse della fregatura. Quale fregatura? Naturalmente
lacqua era troppa, quindi dopo che lo utilizzò ebbe
annacquato a tal punto il terreno che i suoi fagioli non sarebbero
più cresciuti. Tornai a dare unocchiata al risultato
del mio scherzo non appena se ne fu andato: era rimasta una
pozzanghera con i semi dei fagioli.
Decisi
che era il momento di tornare in paese e precisamente al laboratorio/casa
di Calypso; sul retro cera un piccolo giardino con una
montagna di letame su cui disposi i fagioli
appena raccolti. Leffetto concimazione fu velocissimo
e dai semi si sviluppò un bel melone (dovevano essere proprio
magici!) che raccolsi prontamente per tornare nella foresta.
Questa
volta esplorai più a fondo la zona a nord e raggiunsi un sentiero
presso il quale sedeva uno strano personaggio (come se gli
altri fossero stati normali!), ossia un bardo intento
a suonare musiche così stridule da impedirmi di passare (6).
Cercai di ragionarci ma non cera nulla da fare così
ci riflettei su. Cera solo un modo per fermarlo e non
appena mi venne lidea estrassi dallo zaino il melone
e lo scagliai nella tuba del trombone in modo
da bloccare lo strumento. Ovviamente era tarato come tutti
gli altri così credette che si era rotto e fingendomi un artigiano
in grado di ripararlo me lo feci consegnare.
Tornando
indietro imboccai un sentiero a nord est e proseguendo verso
est raggiunsi un altro personaggio notevole, in altre parole
un boscaiolo alle prese con un albero magico:
il problema era che la sua dotazione era veramente ridotta
e con quello che aveva non riusciva neppure a scalfire la
corteccia! Mi spiegò che sarebbe servita unascia del
tutto speciale realizzata con un metallo che fosse stato in
grado di colpire la materia magica; decisi di aiutare anche
questuomo e per facilitarmi il compito mi consegnò un
metal detector con cui avrei potuto facilmente
scoprire tracce di quel materiale.
Mi
inerpicai su per i monti e in una zona che mi parve buona
(14) iniziai la mia ricerca con il metal detector; in men
che non si dica trovai il prezioso metallo di cui parlava
luomo, il milrit. Ovviamente non era così facile da
estrarre, dal momento che era infilato sotto uno possente
strato roccioso (del resto era anche un metallo abbastanza
raro, quindi non mi aspettavo diversamente) e avrei dovuto
trovare il sistema di spaccare quella roccia.
Mi
spostai poco a est (15) e sussultai alla vista di un enorme
individuo, un gigante addormentato sotto un riparo
di foglie (come faceva a restare a petto nudo in mezzo alla
neve lo sapeva solo lui); il problema era che aveva il sonno
piuttosto pesante, quindi ci voleva qualcosa di altrettanto
potente per farlo svegliare: pensai che il basso tuba avrebbe
svolto egregiamente questo compito e vi soffiai dentro con
tutto il fiato che avevo in corpo. Nel trambusto un albero
venne abbattuto e cadde proprio sopra al baratro a est, creando
un comodo ponte per superarlo. Attraversai non senza timore
quella zona ghiacciata procedendo lungo sentieri che avrei
preferito lasciare alla mia immaginazione (magari davanti
a un bel camino acceso con una cioccolata calda in mano) ma
il mio destino era quello di rimanere basito e la saliva mi
si fermò in gola quando, entrato in una caverna trovai dinanzi
a me un gigantesco drago (21). Non era quella
lidea di caldo che mi ero fatto
La
povera (!) creatura era afflitta da un problemino non secondario
che mi causò qualche problema: aveva infatti il raffreddore
e non tardò a incenerirmi con il su potente starnuto. Sapevo
cosa fare, per fortuna, così rientrando nuovamente nella caverna
in seguito al caloroso impatto iniziale, utilizzati la medicina
che avevo trovato nellantro del druido in paese e il
drago me ne fu grato. Tanto che mi permise di avvicinarmi
e raccogliere un estintore sito proprio vicino
alle sue fauci. Uscii allora dalla caverna, proseguendo a
nord est e in mezzo al sentiero (22) trovai una roccia alquanto
curiosa; osservandola da vicino con attenzione notai che conteneva
qualcosa di antico, un fossile!
Tornai
di corsa in paese: mi era venuta unidea per aprire quel
pezzo di roccia! Raggiunsi il fabbro e disposi di nascosto
la roccia sullincudine: con un colpo secco lantico
reperto in esso contenuto venne liberato. Decisi che quel
genere di cose poteva interessare solo a un individuo che
fosse interessato agli scavi; passeggiando nel bosco avevo
notato appunto degli scavi (7) e così li raggiunsi e vi gettai
dentro (tramite il verbo "dai" ndxam) il reperto:
il paleontologo che stava scavando, tale Von Jones, ne uscì
immediatamente, del tutto interessato alloggetto e al
luogo in cui lavevo trovato. Era loccasione giusta
per risolvere il mio problema: lo condussi nella zona dove
avevo rinvenuto tracce di Milrit grazie al metal
detector (14) e luomo senza saperlo mi avrebbe aiutato
a estrarre il prezioso metallo. Infatti, raggiunta la zona
mi misi a cercare tra la terra e la roccia sollevata nelle
vicinanze allo scavo e trovai quello che cercavo; ne raccolsi
un po e decisi che ci sarebbe stato ancora del lavoro
da svolgere per il buon fabbro del paese mai come in quel
periodo così impegnato.
Tornai
dunque tra le case e raggiunsi luomo che non ebbe esitazione
a realizzare ciò che gli chiesi: una bella testa dascia
che avrebbe spaccato qualsiasi cosa in due! Andai quindi raggiante
dal boscaiolo (11) e gli consegnai quello che avevo così faticosamente
ottenuto. Luomo fu felicissimo del fatto che avevo mantenuto
la mia parola e se ne andò per fare il suo mestiere lasciando
la sua abitazione alla mia dilagante cleptomania. Ovviamente
non persi tempo e arraffai quello che potevo; nella fattispecie
raccolsi dapprima un bel rampino da alpinista
e dopo aver spento il fuoco con lestintore trovato dal
drago, spostai il gancio e scoprii un passaggio segreto che
mi condusse nella cantina. Qui il taglialegna teneva i suoi
pezzi più pregiati, così, ricordandomi quello di cui mi avevano
parlato i tarli, lo raccolsi (anche se non ve lo ricordate
non è un dramma: sarete allergici a tutti i tipi di legno
tranne quello corretto ndxam). Mi sembrava che fosse il pezzo
di mogano, ad ogni modo, dopo averlo raccolto andai a far
visita ai tarli (2), dove diedi finalmente da mangiare a quei
poveri animaletti. Ovviamente decisero di ricompensarmi seguendomi
per la foresta.
Proseguii
allora a est raggiungendo unaltissima torre (17); nelle
vicinanze cera una campana che aveva tutta laria
di fungere da campanello di ingresso, solo che le mancava
il battaglio, così utilizzai quello che avevo recuperato allinizio
delle mie avventure per suonarla. Con mio grande stupore vidi
una lunghissima treccia cadere dallalto e rotolare sul
terreno: la principessa che laveva lanciata doveva essere
là dentro da molto tempo!
Mi
arrampicai su come nelle migliori tradizioni romantiche e
mi trovai al cospetto della principessa porcellina,
vittima di un incantesimo da parte della strega. Raccolsi
il maialino e raccomandai ai miei amici tarli
di fare un buon lavoro con il pavimento di legno: in men che
non si dica mi ritrovai nella tomba del negromante di cui
dovevo trovare lo scettro (che andava a pensare che fosse
proprio lì
) e con il cuore in gola decisi di gettare
le scale nel secondo buco e di utilizzarle per raggiungere
la base della torre. Dinanzi a me cera la tomba, così
mi feci coraggio e decisi di aprirla: ne uscì una spaventosa
mummia ma in preda a un impeto di eroismo impugnai
saldamente un lembo della stoffa e lo tirai srotolando di
fatto la creatura. Finalmente avevo trovato lo scettro
che cercavo!
Spostando
il blocco alla porta, uscii dalla torre e tornai baldanzoso
in paese, diretto verso il pub. I maghi mi riservarono però
una sgradita sorpresa: per diventare uno di loro avrei ora
dovuto recuperare 30 pezzi doro con cui pagare la tassa
di iscrizione allalbo. Ma come, anche qui esistevano
le tasse?
ALLA
RICERCA DEL TESORO DEI NANI
Gironzolai
sconsolato per il paese sino a quando non mi ritrovai dinanzi
a una casetta di arnie non lontano dallabitazione del
druido. La porta era fatta di cioccolato e pensai
bene che il maialino poteva mangiarla in un istante. Così
fece e riuscii a entrare senza alcun problema e mi trovai
dinanzi alle api; per ottenere un po di cera avrei dovuto
produrre un po di fumo: lo spruzzatore sarebbe
andato benissimo (oppure il pacchetto di sigarette da
accendere tramite i fiammiferi usato con labito
da apicoltore). La macchia color arancio sullalveare
si rivelò essere la cera che cercavo e uscito
dalla casa, proseguii sino alla taverna per parlare con il
locandiere e chiedergli del succo di passero. Luomo
si abbassò per recuperarlo e mi lasciò spazio per un altro
dei miei scherzi: rovesciai la cera che avevo appena raccolto
sul barile di birra in modo da sigillarlo. Luomo cascò
in pieno nel mio tranello e credette che la birra era finita
risolvendosi a portare fuori il barile. Naturalmente
lo raccolsi (orma ero abituato a raccogliere di tutto) e decisi
di lasciare nuovamente il paese, diretto nel bosco, precisamente
allingresso della miniera dei nani (12).
Proprio
dinanzi allingresso del regno dei piccoli scavatori,
notai una pietra sopra alla quale era scritta
una parola ("birra", chi avrebbe potuto
dirlo?), evidentemente la parola dordine per passare
il controllo. Non dovevano essere poi così furbi questi nani
Mi
truccai indossando la barba che avevo tagliato al poveretto
nel pub e mi avvicinai alla caverna, subendo linterrogatorio
di una creatura di quella specie. Ovviamente non ci fu problema
a passare (erano proprio tonti) e una volta entrato, andai
alla scrivania per consegnare il barile che avevo recuperato
alla creatura che stava dietro. Raggiunsi allora le cantine,
vero luogo sacro, e notai un nano addormentato (tipico, specie
se era in cantina) con i piedi scoperti. Poteva avere qualcosa
sotto di sé e per sincerarmene, usai la piuma del gufo per
farlo spostare e trovai, pensate un po, una chiave,
che probabilmente mi sarebbe tornata utile di lì a poco.
Tornai
allingresso e questa volta avanzai verso sinistra per
raggiungere una porta che doveva proteggere qualcosa di molto
prezioso. Raccolsi il gancio appeso alla trave
e grazie alla chiave appena trovata non mi fu difficile aprire
la porta. La sala era piena di preziosi ma era guardata a
vista da un altro nano, il quale era decisamente più sospettoso
dei suoi compagni; ma neppure questa volta fu un problema
sbarazzarmi delle sue attenzioni: fu sufficiente donargli
un buono per una birra gratis al pub 'Drunken Druid' e mi
venne restituito uno splendido prezioso.
Uscii
dalla miniera e presa una bella boccata daria (là sotto
tra i vapori e gli odori della birra non è che si respirasse
molto bene) mi diressi sulle montagne, per raggiungere di
nuovo la grotta del drago (21). Invece di entrare, però, utilizzai
il gancio appena recuperato sulla pietra proprio sopra allingresso
della caverna e mi arrampicai. Ora mi trovavo proprio sopra
alla caverna e il buco nel soffitto mi suggeriva unidea:
collegai il magnete alla corda e lo calai nel foro per raccogliere
qualche moneta doro a dispetto del drago.
Ne raccolsi 24 (ne mancavano solo 6 per la quota e non mi
sembrava il caso di disturbare ancora il drago) e mi decisi
quindi a tornare in paese per cercare di vendere al commerciante
ambulante la gemma recuperata dai nani (impossibile superare
il valore di 20 pezzi doro, anche dopo la più estenuante
delle contrattazioni ndxam). Finalmente avevo il denaro per
il balzello chiesto dai maghi, così mi presentai ai bifolchi
nel pub e finalmente fui riconosciuto a tutti gli effetti
mago (non che questa carica mi esaltasse in particolar modo
dopo aver visto come erano ridotti gli altri
).
IL
DUELLO MAGICO
Ora
che ero diventato mago dovevo anche trovare qualche impresa
alla mia portata e quella che più somigliava a una cosa epopeica
era la liberazione del druido rapito dal paese (nonché il
ritrovamento di quellasino di Calypso, dovunque fosse
finito). Feci un salto al negozio del paese e decisi di acquistare
un martello e del solvente (oggetti che dovrebbero trovarsi
attorno al centro della locazione ndxam). Quindi uscii nella
foresta, vagando nella zona a nord per incontrare a un certo
punto la palude (13) con labitazione di un altro curioso
personaggio, Paludoso. La creatura era qualcosa
dallapparenza disgustosa ma anche estremamente simpatico
e mi intrattenne un po con qualche chiacchiera offrendomi
infine di provare uno stufato bizzarro di sua
concezione; data la cortesia, decisi di accettarne una prima
scodella, ma lintruglio era veramente insopportabile,
così ne presi ancora ma soltanto per riversarla nel recipiente
vuoto che avevo con me dallinizio della mia avventura.
Non soddisfatto (ero masochista!) ne chiesi una terza ma come
il mio amico si allontanò me ne andai lasciando la sua dimora.
Raggiunsi
ancora una volta il grande incrocio per poi seguire il sentiero
che si diramava a nord-est e, nel punto della cascata (18)
aggrapparmi ai rami in basso a sinistra (in effetti sono piccoli,
potrebbero sfuggire: osservate bene la schermata della cascata,
dunque ndxam). In breve riuscii a calarmi sino al livello
del fiume (19) dove uno strano essere (un altro!) stava intento
a pescare tutto pensieroso. Il suo nome era Gollum
e mi pareva di averlo già sentito da qualche parte ed era
lì proprio per presenziare uno dei numerosi convegni dedicati
al maestro del fantasy inglese, ossia J.R.R.Tolkien (ora ricordate?
Si tratta di uno dei personaggi più curiosi creati dallo scrittore:
quellessere nellantro che sfida il protagonista
a una gara di indovinelli ndxam).
Dal
momento che cercava di procurarsi del cibo, fu ben lieto di
accettare lo stufato preparato da Paludoso e in cambio mi
lasciò la sua canna da pesca e il suo posto
al fiume. Dopo qualche ora di concentrazione in quello che
non doveva essere certamente il mio sport, capii la vera ragione
per cui era lì: lanello magico! Quellartefatto
era in grado di rendere invisibile colui che lo indossava
e questa piccola cosa mi sarebbe presto tornata utile.
Raggiunsi
la fortezza dei goblin (era un posto situato a nord
10 che avevo notato durante le mie precedenti scorribande)
e dinanzi allingresso trovai un biglietto che riportava
un ordine effettuato presso il negozio del villaggio. Andai
di volata al paese e alla merceria mi venne detto che il pacco
sarebbe stato lasciato allesterno del negozio per essere
condotto direttamente allinterno delle prigioni: quale
occasione migliore per entrarvi?
Mi
allontanai un attimo dal negozio e quando vi feci ritorno
fuori dalla porta era poggiato un pacco del tutto simile a
quello descritto (se non cè significa che non avete
ancora trovato lanello al fiume; leggete qualche riga
sopra e dovreste cavarvela ndxam). Lo aprii e mi nascosi al
suo interno; non dovetti attendere molto dacché fui condotto
allinterno delle prigioni. Utilizzai immediatamente
lanello di invisibilità per non tradire la mia presenza
e una volta uscito dallo scatolone mi guardai attorno: poco
distante vicino a una pila di casse trovai un libro
di incantesimi e decisi di leggerlo immediatamente
(dopotutto ero un mago!). Allinterno vi trovai però
un biglietto che non sembrava essere interessante.
Raccolsi anche un osso di topo sul pavimento
e mi ingegnai per uscire di lì: il vecchio trucco del foglio
sotto alla porta avrebbe certamente funzionato. Dopo averlo
posto sotto la fessura del portone, utilizzai il piccolo osso
per tentare di far cadere la chiave che cera nella toppa:
lespediente riuscì e tirando il biglietto entrai in
possesso della chiave che mi avrebbe permesso
di uscire (certo che per essere delle prigioni non erano affatto
sicure
).
Con
circospezione scivolai nel corridoio esterno e prima che qualcuno
potesse sentirmi raccolsi il secchio per scendere
le scale e incontrare finalmente quellincapace del druido,
legato a un tavolo pronto per essere torturato. Prima
di avvicinarmi controllai attentamente la stanza: cera
un ferro rovente nel calderone probabilmente
usato per le torture e delle mentine per lalito
(monkey island ha fatto scuola
ndxam) nei pressi di
una grata. Da cattivo artista della magia non appena mi avvicinai
fui scambiato per un delinquente ma levandomi lanello
di invisibilità lo convinsi che ero lì per ununica ragione,
liberarlo. Finalmente accettò di parlarmi e cercai allora
di scoprire se possedeva qualche arma magica di cui non ero
a conoscenza: pensate, era in grado di mutare in rana ogni
volta che osservava la luna piena, una rana mannara! Era tutto
qui quello che sapeva fare? Dovevo farmelo bastare, così diedi
unocchiata approfondita al secchio che avevo pocanzi
trovato e vi scoprii un buco. Allora decisi di infilarlo in
testa al povero druido che mi guardava con unaria preoccupata
e dopo averlo rassicurato riguardo alle mie intenzioni, utilizzati
la mazza rovente su di lui: credendo di scorgere la luna,
si tramutò in rana e fuggì via attraverso la grata. In un
certo senso avevo fatto il mio dovere ma non cera tempo
da perdere poiché avevo udito un rumore; aprii senza indugio
la Vergine di Norimberga (un altro attrezzo per le torture)
e vi saltai dentro.
Non
fu quella che si definisce una scelta azzeccata dal momento
che fui costretto a passare parecchio tempo dentro a quella
scomoda gabbia; tuttavia allo spuntar del sole il druido ancora
in formato ranocchia mi portò una bella lima
che utilizzai per segare le sbarre e fuggire via.
Dopo
questa disavventura tornai al paese e precisamente andai alla
bottega gestita dal druido che nel frattempo era tornato alla
sua forma originale. Fu contento di vedermi, dopotutto lavevo
salvato e decise di regalarmi una pozione che aveva creato
per far rimpicciolire in cambio di un piccolo favore: avrei
dovuto guarirlo dalla sua bizzarra forma di licantropia. Mi
disse anche che per farlo avrei dovuto portargli le foglie
di una rarissima pianta conosciuta sotto il nome di 'Veleno
di Rana' sconosciuta a tutti (non sapevo dove trovarla).
Decisi
che un posto plausibile poteva essere la zona dove avevo conosciuto
Paludoso, ossia la palude; mi recai allora alla
sua dimora (13) e decisi di ingurgitare ancora dello stufato
per convincerlo ad andare a cercare gli ingredienti per farne
ancora (nel caso non ci sia siete già a posto
e pure
con lo stomaco salvo! Ndxam). Spinsi la cassapanca
e notai che sotto cera un passaggio segreto: dove portava?
Cera solo un modo per scoprirlo
Discesi
attraverso la botola ma dinanzi a me si parava un altro inconveniente:
unasse sconnessa; la riparai grazie ai
chiodi e al martello e proseguendo lungo il sentiero raggiunsi
la temibile isola del Teschio. Era quello il luogo dove cresceva
la magica erba così la raccolsi e tornai di
corsa in paese pronto a consegnarla al druido il quale dal
canto suo fu ben felice di guarire e regalarmi a sua volta
la pozione per rimpicciolire.
Ora
avevo unarma magica in più e potevo
potevo
decisi di andare a far visita al drago (21) ed esplorai i
dintorni sino a quando non trovai una parete rocciosa (23)
dotata di chiodi per la traversata. Utilizzai allora il cuneo
da alpinista nel foro e procedetti come un novello scalatore
sino allaltro capo. Il sentiero proseguiva e mi trovai
presto dinanzi a un pupazzo di neve dallaspetto
alquanto minaccioso: che voleva costui? Decisi di non stare
ad ascoltarlo ma piuttosto di passare alle maniere forti:
lo avrei steso grazie alle mentine super che avevo trovato
nelle prigioni dei goblin. Ne mandai giù un paio e il risultato
fu stupefacente: eruttai fuoco e il mio avversario si sciolse
come
neve al sole.
Proseguendo
a est mi ritrovai dinanzi limponente castello del perfido
mago che aveva rapito il mio mentore, Sordid.
Solo che il ponte levatoio che mi separava dal confronto non
era tra i più sicuri e dopo qualche passo cedette lasciando
un vuoto incolmabile (!). Avrei avuto bisogno di qualche nuovo
espediente per raggiungerlo e farlo a pezzi!
Tornai
sui miei passi e incontrai un albero parlante
(24) che si stava lamentando di un graffito sulla sua corteccia,
una X disegnata da qualche sciagurato! Avevo del solvente
recuperato in precedenza nel paese, così in men che non si
dica il guaio fu sistemato e lalbero generoso mi ricompensò
con alcune parole magiche che sarebbero state in grado di
trasformarmi in quello che desideravo: Alakazam, per mutare
in serpente; Hocus Pokus per prendere la forma di gatto; Abracadabra
per trasformarsi in topo e Salsicce per divenire una mangusta.
Ora ero pronto per affrontare a quattrocchi la strega
che abitava nella foresta; raggiunsi la sua dimora (1) raccolsi
la scopa magica della fattucchiera e gettai
il guanto di sfida alla terribile donna. Anche lei era in
grado di trasformarsi così dovetti usare lintelligenza
tenendo presente che (il gioco funziona sulla base delle stesse
regole della morra cinese, solamente sostituendo la carta
la forbice e il sasso al serpente alla mangusta e al gatto
ndxam) la mangusta avrebbe divorato il serpente, il quale
avrebbe divorato il gatto che avrebbe fatto fuggire la mangusta.
Il combattimento fu duro e spietato e dopo diversi round (dovrete
avere laccortezza di vincerne tre ndxam) sembrò che
dovessi avere la meglio; solo che al momento topico, la strega
decise di trasformarsi in drago e fu allora che, raccolta
la scopa utilizzai lultimo incantesimo
per mutare in topolino e fuggire dalla tana nel muro in alto
a sinistra.
IL
MONDO VISTO DA UN LILLIPUZIANO
Finalmente
avevo quello che mi serviva per raggiungere il mio nemico,
così tornai al suo castello (26) e utilizzai la scopa per
attraversarne il fossato. Dinanzi a me però si parava ora
il portone sbarrato e non sembrava esserci altra soluzione
che quella di rimpicciolire grazie alla pozione donatami dal
druido che avevo salvato. Una volta raggiunte le dimensioni
ridotte, mi inoltrai oltre la porta ma il mio cane mi raccolse
e mi portò nel giardino: potevo gridare finché volevo ma non
mi avrebbe mai sentito né tanto meno riconosciuto!
Dopo
che mi fui riavuto, diedi unocchiata in giro e raccolsi
alcuni oggetti tra cui un sasso, una foglia
e un fiammifero nascosto allinterno di
un vecchio secchio arrugginito. Avanzai verso ovest e li utilizzai
subito per costruire unimbarcazione a vela, piazzando
sopra la foglia galleggiante dapprima il cerino
poi la foglia già raccolta. Montai sul mezzo di fortuna e
mi diressi verso alcuni semi che avevo visto
in lontananza (a sinistra in alto); ne raccolsi uno e grazie
al sasso lo frantumai in modo da ottenerne dellolio.
Tornai indietro e mi concentrai sul pelo del mio cane: dovevo
attirare la sua attenzione, così versai lolio sul rubinetto
in modo da rendere più agevole la manovella e lanciai la treccia
di pelo del cane sul rubinetto stesso per poi tirarlo e far
cadere qualche goccia sufficiente a riempire lo stagno e a
consentirmi di proseguire con la barca.
Proseguii
per un po sino a incontrare una sponda dove notai un
girino che nuotava vicino a uno gnomo: lo raccolsi
immediatamente. Più avanti una rana non voleva lasciarmi passare,
ma la convinsi a levarsi di mezzo altrimenti le avrei ucciso
il girino (che violenza! ndxam). Raccolsi allora il fungo
e ne divorai un bel pezzo tornando in un battibaleno
alla mia grandezza naturale: finalmente lincubo era
finito, ma di lì a poco ne sarebbe cominciato un altro!
NELLA
TORRE DEL MALVAGIO SORDID
Ora
sarebbe venuto il momento di fare sul serio i conti! Osservai
attentamente lalbero nelle vicinanze e ne strappai un
ramo per entrare finalmente nella torre. Uno
scrigno dallaspetto assassino si fece avanti per cercare
di divorarmi ma fui più lesto e lo bloccai grazie al ramo;
non potevo proseguire disarmato, così raccolsi lo scudo
e la lancia prima di scendere al piano
inferiore e darmi da fare.
Notai
un inquietante teschio umano appeso a sinistra
e lo feci cadere per raccoglierlo grazie alla lancia; cera
nella stanza una pressa, così la feci alzare tirando la leva
e preso il forziere appoggiato in un angolo
lo spostai proprio sotto al macchinario di distruzione. Spostai
ancora una volta la manovella e riuscii a distruggere il forziere,
che rivelò il suo contenuto: alcune candele.
Abbandonai
la stanza, salendo di qualche piano sino a raggiungere le
zone superiori. Trovai un sacchetto, una calza
nauseante, un libro (cui diedi subito
un veloce sguardo) e una bacchetta magica appoggiata
dinanzi a uno specchio. Ai piedi delle scale cera la
tana di un topo così decisi di costruire una trappola rudimentale
per catturarlo: il sacchetto e la calza (che odorava di gorgonzola)
avrebbero fatto il loro dovere. Misi il tranello improvvisato
dinanzi alla tana e mi disposi in attesa: un bel ratto in
carne si presentò velocemente allappuntamento per finire
tra le mie grinfie.
Da
queste parti avevo finito, così salii al piano superiore per
incontrare due demoni non certo amichevoli (ma
nemmeno antipatici). Dopo qualche chiacchiera (parlateci due
volte ndxam) raccolsi il libro sullo scaffale
gli diedi una veloce lettura e mi rivolsi al prodotto
chimico alle mie spalle: era perfetto per rendere
splendente lo scudo. Dopo averlo pulito alla
perfezione, lo levai dal punto in cui stava per appenderlo
al gancio piantato dinanzi ai due amiconi.
Scesi
di nuovo al piano inferiore e riflettei su ciò che dovevo
fare: avevo letto dai due libri che lunico modo per
cacciare i due demoni nella loro dimensione era quello di
creare un potente incantesimo di teletrasporto. E per farlo
servivano appunto un bel ratto, delle candele, un teschio
e infine i nomi degli esseri che avrei dovuto ricacciare al
mittente. Mi rivolsi allora allo specchio da cui avevo preso
la bacchetta: chi meglio di lui avrebbe potuto accontentarmi?
Lo
specchio mi accontentò facendomi osservare i due intenti in
un discorso proprio grazie allo scudo che avevo così diligentemente
lucidato. Ora che sapevo i nomi, tornai al piano superiore
e parlai loro: gli dissi che avevo delle incredibili capacità
magiche e che sarei stato in grado di ricondurli a casa. Dopo
aver tracciato il pentacolo per terra secondo i dettami magici
li rimandai al mittente e per sdebitarsi mi insegnarono come
utilizzare a mia volta lo stesso sistema. Dovevo raggiungere
il cuore del maligno, ossia
I
POZZI DI RONDOR
Lincantesimo
funzionò alla perfezione o quasi e mi ritrovai dinanzi a un
chiosco; un po frastornato, raccolsi i sassi
che cerano per terra e il ramoscello per
parlare poi allessere alla "reception" che
mi consegnò un opuscolo sul luogo. Ma che era,
una località di vacanza? Lo osservai attentamente e vi trovai
allinterno un piccolo elastico che mi
suggerì unidea: lo legai al ramoscello e ne feci una
fionda che mi tornò subito utile per colpire con una sassata
il campanello per lallarme antincendio. Il guardiano
si spaventò notevolmente credendo che qualcosa stesse andando
a fuoco (!) e ne approfittai per raccogliere i fiammiferi
dal bancone e proseguire oltre un ponte. Raccolsi allora un
oggetto piuttosto curioso: un secchio contenente cera
per pavimenti, qualcosa che non mi aspettavo assolutamente
di trovare nel regno del male, o presunto tale.
Entrai
allora nella grotta e mi trovai dinanzi alla radice del male,
colui che era responsabile di tutto questo (anche se tutto
sommato mi ero divertito sino ad allora
), Sordid.
I pozzi pieni di lava si erano ormai spenti e stava cercando
di ravvivarli con un incantesimo. Senza perdere tempo impugnai
la bacchetta magica e lanciai un incantesimo che lo tramutò
in roccia; gettai allora i fiammiferi sulla lava per risvegliare
il vulcano e vi gettai dentro anche la bacchetta magica. Il
malvagio mago non la prese molto bene e dopo essersi risvegliato
dallincantesimo gettò distruzione attorno a sé mandando
in frantumi linnocente ponte che stava nelle vicinanze.
Mi arrampicai su quello che ne rimaneva e raggiunsi i pozzi;
lessere accecato dallira mi inseguì e proprio
mentre stava per raggiungermi ebbi la prontezza di riflessi
di gettare la cera sul pavimento: lo scivolone gli fu fatale
e precipitò nel fuoco dei pozzi.
Finalmente
le mie avventure si erano concluse o almeno questo mi era
parso
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