|
|
| Decreto del 28 Luglio 1999 Numero 318 |
Decreto
del Presidente della Repubblica 28 luglio 1999, n.318
Regolamento recante norme per l'individuazione delle misure minime di sicurezza
per il trattamento dei dati personali, a norma dell'articolo 15, comma 2,
della legge 31 dicembre 1996, n. 675.
Art.
1. Definizioni
1. Ai fini del presente regolamento si applicano le definizioni elencate
nell'articolo 1 della legge 31 dicembre 1996, n. 675, di seguito denominata
legge.
Ai medesimi fini si intendono per:
a) "misure minime": il complesso delle misure tecniche, informatiche, organizzative,
logistiche e procedurali di sicurezza, previste nel presente regolamento,
che configurano il livello minimo di protezione richiesto in relazione ai
rischi previsti dall'articolo 15, comma 1, della legge;
b) "strumenti": i mezzi elettronici o comunque automatizzati con cui si effettua
il trattamento;
c) "amministratori di sistema": i soggetti cui è conferito il compito di sovrintendere
alle risorse del sistema operativo di un elaboratore o di un sistema di base
dati e di consentirne l'utilizzazione.
Art.
2. Individuazione degli incaricati
1. Salvo quanto previsto dall'articolo 8, se il trattamento dei dati personali
è effettuato per fini diversi da quelli di cui all'articolo 3 della legge
mediante elaboratori non accessibili da altri elaboratori o terminali, devono
essere adottate, anteriormente all'inizio del trattamento, le seguenti misure:
a) prevedere una parola chiave per l'accesso ai dati, fornirla agli incaricati
del trattamento e, ove tecnicamente possibile in relazione alle caratteristiche
dell'elaboratore, consentirne l'autonoma sostituzione, previa comunicazione
ai soggetti preposti ai sensi della lettera b);
b) individuare per iscritto, quando vi è più di un incaricato del trattamento
e sono in uso più parole chiave, i soggetti preposti alla loro custodia o
che hanno accesso ad informazioni che concernono le medesime.
Art.
3. Classificazione
1. Ai fini della presente sezione gli elaboratori accessibili in rete
impiegati nel trattamento dei dati personali sono distinti in:
a) elaboratori accessibili da altri elaboratori solo attraverso reti non disponibili
al pubblico;
b) elaboratori accessibili mediante una rete di telecomunicazioni disponibili
al pubblico.
Art.
4. Codici identificativi e protezione degli elaboratori
1. Nel caso di trattamenti effettuati con gli elaboratori di cui all'articolo
3, oltre a quanto previsto dall'articolo 2 devono essere adottate le seguenti
misure:
a) a ciascun utente o incaricato del trattamento deve essere attribuito un
codice identificativo personale per l'utilizzazione dell'elaboratore; uno
stesso codice, fatta eccezione per gli amministratori di sistema relativamente
ai sistemi operativi che prevedono un unico livello di accesso per tale funzione,
non può, neppure in tempi diversi, essere assegnato a persone diverse;
b) i codici identificativi personali devono essere assegnati e gestiti in
modo che ne sia prevista la disattivazione in caso di perdita della qualità
che consentiva l'accesso all'elaboratore o di mancato utilizzo dei medesimi
per un periodo superiore ai sei mesi;
c) gli elaboratori devono essere protetti contro il rischio di intrusione
ad opera di programmi di cui all'art. 615-quinquies del codice penale, mediante
idonei programmi, la cui efficacia ed aggiornamento sono verificati con cadenza
almeno semestrale.
2. Le disposizioni di cui al comma 1, lettere a) e b), non si applicano ai
trattamenti dei dati personali di cui è consentita la diffusione.
Art.
5. Accesso ai dati particolari
1. Per il trattamento dei dati di cui agli articoli 22 e 24 della legge effettuato
ai sensi dell'articolo 3, l'accesso per effettuare le operazioni di trattamento
è determinato sulla base di autorizzazioni assegnate, singolarmente o per
gruppi di lavoro, agli incaricati del trattamento o della manutenzione. Se
il trattamento è effettuato ai sensi dell'articolo 3, comma 1, lettera b),
sono oggetto di autorizzazione anche gli strumenti che possono essere utilizzati
per l'interconnessione mediante reti disponibili al pubblico.
2. L'autorizzazione, se riferita agli strumenti, deve individuare i singoli
elaboratori attraverso i quali è possibile accedere per effettuare operazioni
di trattamento.
3. Le autorizzazioni all'accesso sono rilasciate e revocate dal titolare e,
se designato, dal responsabile. Periodicamente, e comunque almeno una volta
l'anno, è verificata la sussistenza delle condizioni per la loro conservazione.
4. L'autorizzazione all'accesso deve essere limitata ai soli dati la cui conoscenza
è necessaria e sufficiente per lo svolgimento delle operazioni di trattamento
o di manutenzione.
5. La validità delle richieste di accesso ai dati personali è verificata prima
di consentire l'accesso stesso.
6. Non è consentita l'utilizzazione di un medesimo codice identificativo personale
per accedere contemporaneamente alla stessa applicazione da diverse stazioni
di lavoro.
7. Le disposizioni di cui ai commi da l a 6 non si applicano al trattamento
dei dati personali di cui è consentita la diffusione.
Art.
6. Documento programmatico sulla sicurezza
1. Nel caso di trattamento dei dati di cui agli articoli 22 e 24 della
legge effettuato mediante gli elaboratori indicati nell'articolo 3, comma
l, lettera b), deve essere predisposto e aggiornato, con cadenza annuale,
un documento programmatico sulla sicurezza dei dati per definire, sulla base
dell'analisi dei rischi, della distribuzione dei compiti e delle responsabilità
nell'ambito delle strutture preposte al trattamento dei dati stessi:
a) i criteri tecnici e organizzativi per la protezione delle aree e dei locali
interessati dalle misure di sicurezza nonchè le procedure per controllare
l'accesso delle persone autorizzate ai locali medesimi;
b) i criteri e le procedure per assicurare l'integrità dei dati;
c) i criteri e le procedure per la sicurezza delle trasmissioni dei dati,
ivi compresi quelli per le restrizioni di accesso per via telematica;
d) l'elaborazione di un piano di formazione per rendere edotti gli incaricati
del trattamento dei rischi individuati e dei modi per prevenire danni.
2. L'efficacia delle misure di sicurezza adottate ai sensi del comma 1 deve
essere oggetto di controlli periodici, da eseguirsi con cadenza almeno annuale.
Art.
7. Reimpiego dei supporti di memorizzazione
1. Nel caso di trattamento dei dati di cui agli articoli 22 e 24 della
legge effettuato con gli strumenti di cui all'articolo 3, i supporti già utilizzati
per il trattamento possono essere riutilizzati qualora le informazioni precedentemente
contenute non siano tecnicamente in alcun modo recuperabili, altrimenti devono
essere distrutti.
Art.
8. Parola chiave
1. Ai sensi dell'articolo 3 della legge, il trattamento per fini esclusivamente
personali dei dati di cui agli articoli 22 e 24 della legge, effettuato con
elaboratori stabilmente accessibili da altri elaboratori, è soggetto solo
all'obbligo di proteggere l'accesso ai dati o al sistema mediante l'utilizzo
di una parola chiave, qualora i dati siano organizzati in banche di dati.
Art.
9. Trattamento di dati personali
1. Nel caso di trattamento di dati personali per fini diversi da quelli
dell'articolo 3 della legge, effettuato, con strumenti diversi da quelli previsti
dal capo II, sono osservate le seguenti modalità :
a) nel designare gli incaricati del trattamento per iscritto e nell'impartire
le istruzioni ai sensi degli articoli 8, comma 5, e 19 della legge, il titolare
o, se designato, il responsabile devono prescrivere che gli incaricati abbiano
accesso ai soli dati personali la cui conoscenza sia strettamente necessaria
per adempiere ai compiti loro assegnati;
b) gli atti e i documenti contenenti i dati devono essere conservati in archivi
ad accesso selezionato e, se affidati agli incaricati del trattamento, devono
essere da questi ultimi conservati e restituiti al termine delle operazioni
affidate.
2. Nel caso di trattamento di dati di cui agli articoli 22 e 24 della legge,
oltre a quanto previsto nel comma 1, devono essere osservate le seguenti modalità
:
a) se affidati agli incaricati del trattamento, gli atti e i documenti contenenti
i dati sono conservati, fino alla restituzione, in contenitori muniti di serratura;
b) l'accesso agli archivi deve essere controllato e devono essere identificati
e registrati i soggetti che vi vengono ammessi dopo l'orario di chiusura degli
archivi stessi.
Art.
10. Conservazione della documentazione relativa al trattamento
1. I supporti non informatici contenenti la riproduzione di informazioni relative
al trattamento di dati personali di cui agli articoli 22 e 24 della legge
devono essere conservati e custoditi con le modalità di cui all'articolo 9.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta
ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. È fatto obbligo
a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.
|
|
||
|
|
||