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Avete un sito Internet ma nessuno lo visita?
Cercate un modo economico, meglio se gratuito, per pubblicizzare
il vostro sito? Allora... continuate a leggere Pubblicare
pagine su Internet è più o meno alla portata di tutti.
I principali provider offrono spazio gratuito ai propri
clienti, senza contare le organizzazioni come GeoCities
http://www.geocities.com/join/freehp.html
che regalano spazio e caselle postali a chiunque
lo richieda. Una volta ottenuto lo spazio, il costo
del nostro sito è praticamente nullo, basta armarsi
di editor Html per generare i contenuti e di un client
FTP per inviare le pagine sul server remoto; entrambi
i programmi si trovano gratuitamente sui CD-ROM allegati
alle principali riviste di settore e il gioco è fatto.
In poche ore di lavoro la nostra pagina è aperta alloceano
Internet. Spesso però i giorni passano, ma il contatore
degli accessi, che avevamo ottimisticamente impostato
a otto cifre, rimane inchiodato su trentasei (trentacinque
sono nostri: rappresentano i reload fatti nella speranza
di scoprire che il diabolico contatore si era bloccato).
Eppure abbiamo fatto ogni sforzo per diffondere il nostro
indirizzo, riempiendo tutti i possibili moduli dei motori
di ricerca! Cercandoci per nome e cognome su Altavista
risultiamo tra i primi duecento siti in ordine di migliore
abbinamento, e allora perchè il contatore continua a
segnare trentasei? Il problema, lo abbiamo scoperto
a nostre spese, non è tanto quello di creare il sito,
ma di far sapere al resto del mondo che esiste. Tra
i tanti modi per pubblicizzare le nostre pagine, il
più semplice, gratuito ed efficace è quello di partecipare
ai programmi di scambio banner (in inglese, banner exchange).
Farsi pubblicità in piccolo
Il banner, parola inglese che significa striscione,
è sostanzialmente una piccola immagine pubblicitaria
che sintetizza il contenuto della nostra pagina. Allimmagine
è associato un link al nostro indirizzo, in modo che
chi lo vede possa decidere di venirci a trovare cliccandoci
sopra. Ovviamente, affinché il giochino riesca, è fondamentale
che il banner sia ospitato sulle pagine di altri siti.
Qui entra in gioco il ruolo dei service provider.
Esistono, infatti, organizzazioni che si incaricano
di distribuire il nostro banner sulle pagine altrui.
In cambio, siamo tenuti ad ospitare quelli degli altri.
Il meccanismo che regola lo scambio ha molte varianti,
ma lo schema di base è sempre lo stesso: ogni volta
che un visitatore carica la pagina su cui ospitiamo
il banner, guadagnamo un punto. Ogni due punti guadagnati,
il nostro banner viene mostrato su una pagina a caso
tra quelle che partecipano al programma di scambio.
Dato che il rapporto visitatori ricevuti su esposizioni
del banner è di 2:1, ne consegue che il service provider
accumula nel tempo un certo patrimonio in punti, cioè
esposizioni disponibili non utilizzate dai partecipanti
allo scambio. Questo capitale virtuale è amministrato
dal provider, attraverso lesposizione dei suoi
stessi banner pubblicitari e attraverso la vendita (stavolta
in cambio di denaro) di esposizioni alle aziende che
decidono di acquistarli. Certo, perchè come per qualunque
altro prodotto pubblicitario anche lesposizione
del banner può essere comprata e venduta. Il meccanismo
dello scambio gratuito rende la convenienza dellacquisto
di esposizioni inversamente proporzionale alla popolarità
del proprio sito: se abbiamo una piccola home page personale
con cento visitatori al mese, avremo diritto a cinquanta
esposizioni, mentre le pagine di una grande organizzazione
con centomila visitatori ne avranno gratuitamente cinquantamila.
Per essere accettati dal service provider, i banner
devono soddisfare determinate caratteristiche tecniche.
Prima di tutto, la dimensione: per evitare abusi deve
essere uguale per tutti. La dimensione varia da provider
a provider, ma tipicamente è attorno ai 400x50 pixel
in formato GIF. Dato che devono essere presentate su
pagine che potrebbero avere sfondi anche complicati,
in genere non sono ammesse le GIF trasparenti. In ultimo,
perchè il servizio sia efficiente, i banner non devono
essere troppo pesanti in termini di KB.
E qui sono doloriÉ Innanzitutto, ciò rende difficoltoso
lo sviluppo di GIF animate. Ma questo è il meno. Prendiamo
per esempio quello che è forse il maggior provider internazionale
per lo scambio di banner, lamericana Link Exchange
http://www.linkexchange.com
Vanta 200.000 membri attivi in tutto il mondo e accetta
banner di 400x40 pixel, con una dimensione massima di
7.168 byte. é una misura piuttosto standard, ma non
mancano provider che accettano banner-monster come Paramount
(450x70 pixel e 14KB) http://pbn.jeopardypro.com
Per comprendere cosa significa dover rispettare
le caratteristiche richieste, prendiamo una foto come
quella di figura 1 e trasformiamola in banner. Una semplice
immagine come quella mostrata, realizzata con Adobe
Photoshop, occupa ben 11 KB; un abbondante 50% in più
del consentito. Ci sono naturalmente programmi molto
efficaci per ridurre il peso dellimmagine.
Ma si può anche far ricorso ai servizi online. LinkExchange
propone Gif Wizard http://uswest.gifwizard.com/linkexchange.html
che è estremamente semplice da usare. Basta selezionare
limmagine che si desidera ridurre, sottoporla
al server e in una manciata di secondi si hanno una
serie di proposte di riduzione. Sarà sufficiente scegliere
quella che ci soddisfa di più, e inviarla automaticamente
a Link Exchange. Dopo di che il nostro banner è pronto
a cominciare la sua carriera nel ciberspazio. Un consiglio:
scegliete sempre il banner che pesa di meno. Una delle
chiavi del successo è non far aspettare il potenziale
visitatore: ricordatevi sempre che siete ospiti.
Aiuti, idee e risorse sono online
I provider internazionali del servizio Banner Exchange
sono molto scrupolosi, e ci tengono ad informare i loro
clienti sui risultati ottenuti dal loro banner. Spesso
questi report sanno essere impietosi come il nostro
contatore (quello fermo sul trentasei, per intenderci).
Cè davvero di tutto, compresa la possibilità di
sapere giorno per giorno quanti visitatori abbiamo ricevuto,
quante volte il nostro banner è stato mostrato e quanti
visitatori ci ha portato. Confrontatela, con la più
stringata pagina di statistiche di Hyperbanner Italia
che in compenso offre gratuitamente linvio dei
dati via e-mail. Se il risultato è zero, prima di perderci
danimo cerchiamo di analizzare la situazione.
Il provider internazionale certamente uno strumento
potentissimo, a patto però che il contenuto della nostra
pagina sia effettivamente interessante per i websurfer
di tutto il mondo. Se le nostre pagine sono scritte
solo in italiano, o semplicemente trattano di argomenti
nazionali (per esempio, la home page non ufficiale della
nostra squadra del cuore che milita nel campionato di
terza categoria) probabilmente non susciteranno lentusiasmo
dei potenziali visitatori cileni o malgasci. Si impone
perciò un modo per restringere il campo. Abbiamo a disposizione
pochi punti, non possiamo permetterci di disperderli
ai quattro venti. Link Exchange non ci viene in aiuto,
in quanto lunica opzione in tal senso riguarda
le pagine con contenuto giapponese. Unaltra possibilità
è il servizio di Hyperbanner http://www.hyperbanner.com Questo circuito
internazionale consente di scambiare banner con contenuti
localizzati per moltissimi Paesi del mondo, Italia compresa
http://italia.rbanner.net Oltre
alla categorizzazione su bhypease nazionale e linguistica,
Hyperbanner propone anche una classificazione sulla
base dei contenuti. Per ora sono attivi Sport, Musica,
Software e Arti marziali. Ancora più sofisticato, per
quanto riguarda la localizzazione, è il servizio di
Net-On http://www.net-on.net in cui si possono
sottoporre versioni multilingue dei propri banner, che
verranno mostrati su pagine della stessa lingua.
Un servizio del tutto italiano, infine, è quello di
Internet Pubblibanner http://www.getnet.it/pubblibanner/
Oltre alla suddivisione su base linguistica e nazionale,
alcuni provider (ancora pochi per la verità) accettano
anche suddivisione in categorie. Questo servizio è molto
utile per i siti che propongono contenuti mirati o per
chi vuole creare un circuito chiuso in cui far circolare
il proprio materiale. Ma per saperne di più sullargomento
leggete il riquadro dedicato al Web Ring. Tutto quello
che serve ora è scegliere il provider più confacente
alle nostre esigenze (vedi tabella), iscriversi al servizio
e sottoporre il banner! Come? Come sarebbe a dire, quale
banner? Già, certo... Il banner va disegnato! Se siete
dei provetti grafici pubblicitari, non cè problema.
Se non lo siete, consolatevi. Date unocchiata
ai banner ( quella dei più gettonati) che passano per
essere quelli che funzionano meglio in Italia, almeno
secondo Hyperbanner . I più gettonati. Almeno a prima
vista, la grafica dei banner che vanno per la maggiore
non sembra uscita dal pennello di Leonardo. Almeno
a prima vista non sembrano proprio usciti dal pennello
di Leonardo. Nulla a che vedere ad esempio con il banner
di MTV ottimo esempio di banner professionale made in
Italy. Se però vi sentite particolarmente impacciati
con forme e colori, non disperate. In Rete cè
sempre qualcuno disposto a darvi una mano gratis (vedi
Italia Hyperbanner). Qui sotto indichiamo alcuni indirizzi
utili per ottenere banner gratuitamente:
AAAA Free Banner Creation http://jeffrey.simplenet.com/banner/
Ezart Graphics http://www.ezart.com
NIS Designs http://www.10mb.com/nis/
Banner Designers http://www.fxmm.co.uk/banners/index.html
Per i più avventurosi va segnalato
The Banner Generator http://www.coder.com/creations/banner/
Un servizio online che pretende di creare automaticamente
banner... Provare per credere.
Dieci regole doro
Le regole che riportiamo sono tratte dallintervento
di Infoseek al Web Advertising '97
1) Clic here: chiarite bene che il vostro banner
è qualcosa che deve essere cliccato.
2) Catturare lattenzione: Usare animazioni
aiuta ad attirare locchio
3) Coinvolgete il visitatore: i banner interattivi
funzionano meglio
4) Occhio al marchio! Se il vostro banner si
riferisce a un nuovo prodotto o servizio di un marchio
conosciuto, non mettetelo sullo striscione: il pubblico
potrebbe pensare di sapere già tutto e non verrà a trovarvi.
5) Cambiate frequentemente il creativo: secondo
Infoseek, i banner sembrano estinguersi dopo un certo
numero di visualizzazioni
6) Siate chiari: i banner che riportano poche
parole chiave funzionano meglio di quelli solo grafici
7) Non perdete tempo nei concorsi: i banner
che vincono i concorsi non funzionano meglio degli altri,
anzi!
8) Certi luoghi comuni funzionano: ammiccamenti
e sesso vendono
9) Meno è meglio: tenete il banner più leggero
possibile: prima verrà visualizzato sulla pagina ospite,
più probabilità avrà di essere selezionato
10) Siate sistematici: tenete traccia di quello
che funziona e quello che vi ha deluso di ogni campagna
coi banner.
ISCRIVETEVI
ALLO SCAMBIO BANNER
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